Epistemologia dell'educazione
Pensiero critico, etica ed Epistemic Injustice
18,00 €
10,8 €
Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
     
SINTESI
Contro una visione prettamente strumentale della razionalità, una tesi di questo libro è che il pensiero critico non può consistere solo di abilità di pensiero deduttivo o inferenziale, ma è più in generale espressione di abilità epistemiche e competenze etiche inerenti al processo della conoscenza intesa come questione complessa, poiché relativa alla formazione della persona che conosce e agisce nel mondo secondo determinati fini, valori, credenze. Una valutazione delle competenze che non tenga conto di questa differenza genera forme di ingiustizia epistemica. La proposta di questo lavoro –– alla luce di alcune riflessioni su varie tendenze dell’epistemologia contemporanea –– è pertanto che il pensiero critico nasce essenzialmente da un processo di trasmissione dell’eredità culturale e va di pari passo con una didattica guidata. Il linguaggio rappresenta un bagaglio storico, olistico e sociale della tradizione delle ragioni e delle forme di vita che costituiscono le norme o il mezzo in base ai quali gli educatori mediano la loro interpretazione di colui che apprende e lo ammettono all’interno dello spazio delle ragioni. Il passaggio è così da una concezione improntata alla formazione di abilità volte alla ricerca di una verità oggettiva, all’idea che l’approccio critico, pur senza negare una verità oggettiva, e senza ricadere in una soluzione relativista, presuppone piuttosto un punto di vista prospettico sulla realtà.
pagine: 336
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-255-3452-8
data pubblicazione: Giugno 2020
editore: Aracne
collana: Filosofia della scienza | 18
SINTESI
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