I morti viventi
Finzione cinematografica o realtà psichica?
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Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
     
SINTESI
La cinematografia di genere horror sta proliferando in modo inarrestabile. Se si vuole comprendere la natura di questo genere è necessario occuparsi di tutta la storia culturale dell’umanità, perché è nell’inconscio collettivo che si trovano le tracce delle immagini di demoni, zombie, spiriti e segrete persecuzioni, così come si ritrovano ancora tracce mitologiche impensabili ai giorni nostri. L’aumento considerevole di film sugli zombie o morti viventi, può allora essere letto come uno dei tanti segni di dissociazione della personalità degli uomini del nostro tempo, dissociazione causata soprattutto dalla perdita dell’Anima impersonale, intesa junghianamente come inconscio collettivo, e di perdita di contatto con l’interiorità, ovvero con l’Anima personale. Rimanere in uno stato di inconsapevolezza di sé apre la porta, ad esempio, all’irrazionale, alla possessione da parte di complessi, all’apatia per la vita e all’omologazione tout court. Il volume analizza tre film di genere horror e presenta tre casi clinici che hanno analogie con gli zombie e i morti non redenti, esaminando i relativi sogni per segnalare come sia proprio l’analisi dei sogni l’elemento indispensabile per l’attivazione della consapevolezza di sé, al fine di non transitare nella vita come uno zombie.
pagine: 84
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-1601-2
data pubblicazione: Giugno 2018
editore: Aracne
SINTESI
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