Giulio PORTOLAN
Pordenone, 03/06/1972

Giulio Portolan Aracne editrice

Giulio Portolan (Pordenone, 1972) è uno scienziato, filosofo e politico italiano. Laureato in Economia aziendale, è insegnante di sostegno dal 2005 al 2014, abilitato alla professione di dottore commercialista dal 2007, svolge la professione contabile. Dal 1992 compie ricerche speculative confluite nella costruzione di un sistema filosofico e scientifico (episteme), il quale si pone idealmente come successivo al Neoparmenidismo e ultimo sistema di pensiero della storia della filosofia. Esso formula una soluzione originale ai problemi classici della filosofia. Negli anni 1992-1998 Portolan fonda, e da allora dirige, il progetto-episteme, progetto politico di una costruzione istituzionale a carattere mondialistico, resa possibile da una teoria eziologica unitaria (steleologia). La ricerca epistemica, ininterrotta dal 1992, incrementa tutti i saperi disciplinari scientifici di un gran numero di teorie innovative e pone di essi i fondamenti, all’interno della riformulazione epistemica della metafisica classica occidentale. Giulio Portolan è uno dei massimi pensatori contemporanei e politico di rilevanza internazionale. È entrato in contatto con attività epistolare e sui social con parlamentari, ambasciatori, ministri, presidenti e membri dei board of directors delle principali industrie della difesa del mondo (Lockheed Martin, Raytheon, Cubic, Textron, Bae Systems, L-3 Harris), ufficiali dell’esercito di diverse nazionalità (USA, Olanda, Romania, Germania, Italia e Israele), giornalisti, forze dell’ordine, magistrati, procuratori e membri dei servizi segreti israeliani; quindi, 1300 accademici di tutte le nazionalità del mondo, soprattutto statunitensi (Yale, Harvard, Columbia, Stanford, Princeton). Gli scritti e il progetto-episteme sono stati apprezzati ai massimi vertici istituzionali in Italia e in Europa (presidenze del Consiglio, della Repubblica, della Commissione Europea e del Parlamento europeo, della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato; il 5 marzo 2018 riceve una telefonata da un vicepresidente della Corte Costituzionale.
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