Donne nel Novecento
Il Novecento è stato unanimemente definito dalla storiografia il “secolo della donne” per la loro presenza crescente nella sfera pubblica, ovvero l’ambito delle professioni, dapprima nei settori più vicini all’immaginario consolidato sull’identità femminile (lavoro di cura, insegnamento, professione sanitarie) per giungere a inficiare il monolitismo maschile nelle tradizionali roccaforti dell’atavica misoginia quali la magistratura, la medicina, le forze armate.
Al di là di una ricerca condotta sulle agevoli ali della macrostoria, l’intento dei volumi inseriti nella collana tendono a restituirci il senso del vissuto, dell’inesplorato, di quell’abisso ancora poco illuminato in cui intere esistenze hanno trovato il loro fluire, talvolta periglioso, talvolta in palese rivolta verso cristallizzate consuetudini. Ciò che si intende indagare si inquadra prevalentemente nei forti momenti di discontinuità nella storia delle donne, allorquando una strenua consapevolezza dell’ingiustizia delle pratiche vigenti e illogicamente accettate si fa coscienza dapprima isolata, poi condivisa, e infine si trasforma in precise richieste per cui vale la pena di combattere e sacrificarsi. Nel Novecento le battaglie delle donne trovano la loro legittimazione storica in un percorso di chiara natura democratica che le vede dichiarare con voci alte e sonore la loro condizione di cittadine e di lavoratrici a pieno diritto.I volumi della collana intendono pertanto restituire prioritariamente la cartografia di tale esperienza, adottando un’impostazione fortemente interdisciplinare, sul modello degli women’s studies di tradizione anglosassone.

Ogni volume della collana è sottoposto al giudizio di due blind referees.
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