Gundishapùr
Iranica, Islamica, Indostana
A Gundishapùr nell’Iran preislamico fu attivo per alcuni secoli dal 271 d.C. uno straordinario centro di traduzioni e ricerche scientifiche che si avvalse dell’opera di dotti e filosofi provenienti non solo da ogni parte dell’Impero persiano sassanide, bensì anche dall’India e dai territori dell’ecumene tardo-ellenistica, soprattutto dopo la chiusura dell’Accademia di Atene decretata da Giustiniano nel 529 d.C. Qui a Gundishapùr si tradusse dal greco e da lingue indiane e persino dal cinese, e si svilupparono diverse scienze quali l’astronomia, la matematica e la medicina. Di tutto questo lavoro approfitterà ampiamente il mondo islamico a partire dall’era abbaside (metà VIII secolo) che vedrà nella “Casa della Sapienza” (Bayt al-Hikma) della Baghdad califfale l’erede naturale dell’accademia di Gundishapùr. A Baghdad, ad opera di famiglie di traduttori perlopiù ebrei o cristiani, si continuerà a tradurre soprattutto dal greco e dal siriaco testi scientifici e filosofici, che, arricchiti nei secoli successivi di ulteriori sviluppi e di approfonditi commentari redatti in arabo (Algazel, Alhazen, Avicenna, Rhazès, Alfarabius, Geber, Averroè) saranno poi ritrasmessi all’Occidente cristiano medievale. Nella ricca biblioteca di Toledo, da poco riconquistata dai cristiani (1085), avrà inizio un ulteriore grande travaso, questa volta dall’arabo al latino, di cui più tardi ampiamente beneficerà la Scolastica, da S. Alberto Magno e S. Tommaso in poi. Atene, Gundishapùr-Baghdad, Toledo: come si vede l’accademia di Gundishapùr e la sua erede diretta, la Bayt al-Hikma di Baghdad, sono al centro della trasmissione del sapere dall’antichità (non solo greca!) al nostro medioevo, sono l’anello centrale di una “genealogia del sapere occidentale” di cui per troppo tempo si è teso a obliterare o rimuovere gli anelli geograficamente più lontani e ritenuti perciò a torto ininfluenti.Questa collana si propone di pubblicare testi e studi attinenti alla letteratura, ma anche alla storia delle idee religiose filosofiche scientifiche, con particolare riguardo a quel vasto bacino culturale che potremmo definire “indo-mediterraneo”. Un bacino storico-geografico che dall’antichità a oggi ha evidenziato, pur all’interno di civiltà e culture diversissime, un costante flusso di uomini e di idee, di libri e di merci, di milizie e di missionari. Fenomeni immensi e dalla incalcolabile portata che manifestano - dall’impresa di Alessandro “re di Grecia e dell’Asia” sino a quella di Mahmud di Ghazna, il conquistatore islamico dell’India (X-XI sec.); dalle Crociate in Terrasanta, in Spagna, nei Balcani e in Tatarstan sino al moderno colonialismo europeo; da un S. Giovanni Damasceno che leggeva in arabo il Corano nell’VIII sec. a uno Schopenauer o un Hesse che riscoprono in tempi moderni la saggezza dell’India - una sostanziale profonda unità destinale, una vocazione ineluttabile agli scambi e alla reciproca conoscenza, qualcosa che a tutt’oggi prosegue senza soste intensificato a dismisura dai fenomeni della globalizzazione e della comunicazione via internet. In questa nuova collana, anche in omaggio allo spirito e al lascito di Gundishapùr, una particolare attenzione sarà dedicata alle traduzioni - dall’arabo, dal persiano, dall’urdu e dalle altre lingue indiane - di testi letterari e di saggistica, nella convinzione che non vi sia stato (e non vi è) strumento più efficace della traduzione nella circolazione dei saperi, delle idee e dei valori.

Questa collana è sponsorizzata dall’associazione culturale Centro Essad Bey, promotore di pubblicazioni e di iniziative interculturali, e dalla rivista online Archivi di Studi Indo-Mediterranei, che fornisce uno spazio di ricerca e scambio di idee a ricercatori e studiosi di ogni parte dell’ “ecumene indo-mediterranea”.
SINTESI
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