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"In mente Dei" di ALessandro Poli

Non manca di echi neoplatonici l'interessante studio che Alessandro Poli ha dedicato a un classico del pensiero filosofico come Gottfried Wilhelm von Leibniz, l'autore di quella Monadologia in base alla quale le monadi diventano delle vere e proprie "forme sostanziali dell'essere". Il libro, edito per i tipi della romana Aracne, s'intitola "In mente Dei" ed ha un sottotitolo più che necessario: "Ragion sufficiente e platonismo nella formazione della metafisica di Leibniz".Ci muoviamo all'interno del vivace panorama di riflessione morale, teologica e teoretico-cosmologica che coinvolge appieno - e in termini più o meno "critici" - la prospettiva spinoziana: in tal senso mi sembra decisivo il paragrafo su "Antispinozismo e identità personale", che ricapitola alcuni punti chiave della polemica filosofica in questione e che, allo stesso tempo, si concentra su qualcosa che è inaggirabile: "La mente è soggetto e oggetto della conoscenza - scrive Poli -, ossia è la fonte della propria dinamicità espressiva" (p. 155). Un panorama questo, tra l'altro, che non a caso ha affascinato a lungo anche Ludwig Feuerbach, il quale di Leibniz e di Spinoza ha sentito di dover scrivere intense e svariate pagine di storia della filosofia moderna. E in effetti la questione metafisica, ma se vogliamo anche etico-politica, che risiede dietro al "problema" di Leibniz (e di Spinoza e prima ancora di Cartesio) è una questione davvero nodale. Né possiamo dimenticare che sullo sfondo, ma poi in effetti neanche tanto sullo sfondo, rimane il dibattito su una presunta armonia prestabilita dell'universo e quindi, ancora una volta, ritorna la questione del rapporto uomo-Dio, uomo-natura, uomo-altri esseri viventi...Sta di fatto che Poli qui centra il problema, o meglio i problemi fondamentali della filosofia leibniziana, attraverso tutta una serie di tematiche che sostanzialmente ruotano attorno alla sempre riemergente categoria della ragion sufficiente (si vedano in particolare il II, il III e il V capitolo). Ma tutto ciò sempre con un'estrema attenzione rivolta alla questione dell'anima (e del corpo) e, fatto non certo secondario, in virtù di una approfondita frequentazione della più recente letteratura critica sull'opera leibniziana e appunto in particolare sul Leibniz metafisico (notevole l'apparato bibliografico). Sempre con Platone dietro l'angolo! Lo conferma anche Emanuela Scribano, nella sua prefazione al libro, ribadendo giustamente che si tratta peraltro di un Platone particolarmente "aristotelizzato" (cfr. p. 8).Prima ricordavo della componente leibniziana di Feuerbach; ebbene non sarà di poco conto sottolineare che quest'ultimo, nella sua celebre Essenza del cristianesimo, cita esplicitamente il filosofo di Lipsia quando afferma con estrema convinzione che tutte, proprio tutte "le qualificazioni dell'essere 'divino' sono [...] qualificazioni dell'essere umano". E così il pensiero metafisico di Leibniz - del quale Poli con questo suo testo riesce bene a chiarire molti aspetti complessi - si riavvicina a un orizzonte profondamente umano.

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