Orientamenti pedagogici

Quando si fa riferimento ai principi dell'educazione, non si può non partire dal definire il concetto di responsabilità. Respons-abilità, ovvero la capacità, acquisita nel tempo da parte degli individui, di essere consapevoli delle proprie azioni e del "rispondere" riguardo le "cose" di cui ci si occupa. In sintesi la responsabilità come lungimiranza sugli effetti dell'agire umano. Spiegazione, questa, quanto mai scolastica ma efficace per intendersi sul perché tale concetto sia la chiave di lettura per leggere i rapporti umani. Le relazioni fra gli individui, in effetti, non possono prescindere dai legami di responsabilità reciproca, in cui l'apporto individuale nel dialogo con l'altro, le abilità di auto-comunicarsi efficacemente e dell'auto-determinarsi, contribuiscono alla realizzazione di un obiettivo: una relazione matura. Gli individui che noi dichiariamo maturi e responsabili, non sono nati tali, ma di certo hanno fatto esperienza di una o più relazioni educative che hanno saputo promuovere la propria autonomia. In questo libro si mettono sotto la lente di ingrandimento proprio quelle prerogative e competenze che contraddistinguono le figure educative mature, in relazione alle giovani generazioni.Il libro si compone di tre capitoli che seguono un percorso analitico a tre livelli: definizione teorica di maturità, la figura dell'educatore e le strutture relazionali educative, la comunicazione efficace e assertiva nella relazione educativa. Nell'esordio del primo capitolo vi è una citazione che traccia il presupposto da cui partire per definire il campo di azione. Prendendo infatti in prestito il pensiero di Overstreet, Formella scrive: "[...] Possiamo cominciare a comprendere che dove non c'è maturità, non c'è chiarezza di vedute. I mali della nostra vita non provengono da un male profondo inerente noi stessi, ma da reazioni immature nei confronti della vita. Il nostro dovere è quello di promuovere il nostro sviluppo" (Formella, 2009, 13). Presentando il dibattito sul concetto di maturità, l'autore costruisce un quadro teorico che vede le diverse prospettive di autori come A.H. Maslow, A.M. La Sala Batà, G. W. Allport, L. Cian, L. S. Filippi e B. Goya. Dalle prime posizioni di Maslow sulla personalità matura come frutto di uno sviluppo al culmine del soddisfacimento dei propri bisogni, si arriva alla posizione di Goya che non inquadra la maturità come un ideale predefinito cui tendere, quanto più come processo continuo nella propria esistenza, in relazione ai propri stati evolutivi. Per questo motivo, l'autore sottolinea la complessità del concetto di maturità, da leggere in un livello multidimensionale fatto di aspetti affettivi, mentali ed intrapsichici, sociali, morali e religiosi. Nel secondo capitolo si prende in considerazione in modo più specifico la figura dell'educatore e la relazione educativa con gli educandi. Nel rapporto educativo, la figura di guida è un punto di riferimento da imitare. L'autore ci presenta in modo chiaro quali stili educativi possono caratterizzare l'atteggiamento di un educatore ed i loro risvolti nella relazione educativa. Prendendo in considerazione la dimensione dialettica come presupposto per un rapporto efficace, Formella mostra come il concetto di autenticità sia alla base del successo di una relazione sana e matura in ambito educativo. Il punto di arrivo di questo secondo capitolo è da leggere nella relazione educativa che oscilla tra affettività e competenze da apprendere, ma soprattutto fra il donare e ricevere. Nel terzo ed ultimo capitolo vi è un approccio pratico che si muove su due perni: l'ascolto attivo e l'empatia. Fattori determinanti, secondo l'autore, perché un educatore possa adempiere al proprio compito supremo: "Formare umanamente soggetti in evoluzione, il cui sviluppo personale dipende dalle abilità e competenze adeguate trasmesse dai modelli di riferimento" (Formella, 2009, 11). Qui la comunicazione interpersonale risulta un fattore determinante per il successo di una relazione educativa. Oltre all'ascolto attivo, è sviluppato il concetto di assertività presentando le relative tecniche per migliorare l'efficacia della propria comunicazione, nel rispetto del proprio e dell'altrui sentire.L'Educatore maturo nella comunicazione relazionale è un libro che da un lato fa il punto su quanto è stato sin'ora dibattuto sull'antica arte educativa e sulla multidimensionalità della relazione fra educatore ed educando. Dall'altro, ed è questo il punto di forza della pubblicazione, propone linee di azione per tutte quelle figure educative, perché il loro agire sia alimentato da amore: amore e rispetto per se stessi e per gli altri. In alcuni passaggi Formella mette in luce come il concetto di amore per l'altro non debba essere frainteso come negazione delle proprie necessità. Piuttosto l'invito è quello di determinarsi e comunicarsi con l'altro per raggiungere una relazione paritetica, detta, in altre parole, matura.Questo volu

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