Lo Zibaldone di Giuseppe Gioachino Belli
26,00 €
     
SINTESI
Come nasce la poesia? qual è la spinta profonda a scrivere? È difficile rispondere, perché si deve entrare nel mistero del laboratorio del poeta, un laboratorio che nel caso di Belli è veramente un labirinto; però di questo labirinto, di questa clandestinità operosa, una traccia importante lo stesso Belli ha lasciato, ed è proprio questo Zibaldone appunto, uno strumento composito, un libro fatto di libri, un autentico «maremaggna tutto pien de scojji», su cui però la ricognizione molto accurata di Luttazi consente finalmente una lettura puntuale e completa. Il volume descrive tutte le centinaia di estratti, numerati e non nu-merati, che vengono riportati nei loro contenuti, anche con trascrizioni di parti più o meno cospicue, per di più collocati e organizzati in griglie tematiche, e integrati da indici dei nomi e delle opere, nonché di note che contengono informazioni essenziali sui testi e gli autori citati.Ne viene fuori il quadro di un intellettuale straordinario e sorprendente, vera eccezione nel panorama della cultura e della letteratura italiane dell’Ottocento, ma forse di ogni tempo, isolato nella sua eccezionalità, spropositato davvero, sia per la vastità dei propri interessi (che spaziano dalla letteratura alla storia, dalla scienza alla tecnologia, dalle scienze umane alle curiosità erudite, dalla storia dell’arte alla storia del costume), sia perché “non a proposito” (incompreso o ignorato) dei suoi tempi.Stefania Luttazi collabora con il Centro Studi “Giuseppe Gioachino Belli” ed è membro del comitato di redazione della rivista «il 996».
pagine: 512
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-7999-988-5
data pubblicazione: Dicembre 2004
editore: Aracne
SINTESI
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