L’infedeltà patrimoniale interna degli operatori bancari
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SINTESI
Passo dopo passo, a partire dalle recenti e meno recenti elaborazioni dottrinali, nell’ambito del sistema penale italiano si è assistito a una progressiva presa di coscienza circa la necessità di tutelare adeguatamente il patrimonio, concepito come ricchezza affidata all’amministrazione di soggetti terzi. La ricerca verte sulla fattispecie criminosa di cui all’art. 136 del Testo Unico Bancario del 1993. La norma, che reca in rubrica “obbligazioni degli esponenti bancari”, non offre allo studioso una chiave di lettura immediata della figura delittuosa che sia in linea con l’esigenza di protezione del patrimonio che vi è sottesa. Non di meno, si è ritenuto di incentrare la presente indagine su quell’oggetto giuridico rappresentato dal patrimonio sociale: infatti, solamente tramite la prospettiva patrimonialistica è possibile conservare al bene protetto la sua funzione critica, attraverso un’anticipazione di tutela che assicuri un’incisiva risposta sanzionatoria nei confronti di alcuni comportamenti infedeli tenuti dagli operatori bancari.Angelo Zambusi è dottore di ricerca in Diritto penale dell’impresa, avvocato, cultore di Diritto penale e assegnista di ricerca nella stessa disciplina presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova; è inoltre collaboratore di riviste giuridiche e commentari in materia penale
pagine: 152
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-7999-894-9
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
SINTESI
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