Opere e flussi
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SINTESI
Non un'introduzione agli studi sullo spettacolo e neppure un manuale; piuttosto una serie di osservazioni intorno al termine “spettacolo”, sia come categoria “contenitore” usata per denominare cose e manifestazioni assai eterogenee, sia come strumento di pensiero che presupporrebbe una certa forza conoscitiva rispetto agli oggetti e ai fenomeni cui si applica. Cos’è “spettacolo” e cosa non lo è? Per quale motivo chiamiamo “spettacolo” la messa in scena di Amleto in un teatro, la proiezione di un film in una sala cinematografica al pari della sua fruizione domestica, il varietà televisivo del sabato sera, la finale della Coppa dei Campioni di calcio o ancora le evoluzioni di animali ammaestrati al circo? Sia dal punto di vista storico che da quello teorico, lo spettacolo del XX secolo, e del XXI che è appena iniziato, è segnato dall’incontro/scontro fra cinema e teatro o, come sembra più corretto dire, fra spettacoli “dal vivo” e spettacoli “tecnicamente riprodotti”. Che ripercussioni tutto ciò comporta sui metodi di indagine e su ciò che tradizionalmente crediamo di conoscere circa lo spettacolo?Fabrizio Deriu insegna al DAMS dell’Università della Calabria e nel corso di Arti e scienze dello spettacolo dell’Università di Roma “La Sapienza”. Ha pubblicato, oltre ad articoli in riviste specializzate, Il paradigma teatrale. Teoria della performance e scienze sociali (1988), Gian Maria Volonté. Il lavoro d’attore (1997), Lo schermo e la scena (1999). Ha tradotto, di Richard Schechner, Magnitudini della performance (1999).
pagine: 140
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-7999-708-9
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
SINTESI
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