Il romanzo blu
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SINTESI
Nell’Italia del secondo Novecento critici e storiografi della letteratura hanno fissato degli inderogabili punti fermi riguardo alla produzione narrativa del secolo. Abbiamo cosí appreso – come verità sacrosante e quasi di fede – che i giganti del romanzo, gli scrittori “di livello europeo” sono stati prima Svevo e Pirandello e che, piú tardi, sono fioriti talenti tanto inattesi quanto eccezionali: Moravia, Pasolini, Sciascia, Calvino. Le storie letterarie e gli studi critici dei grandi esperti (Contini, Sapegno, Debenedetti, Cecchi, ecc.) non accennano però mai (se non in qualche riga piena di disprezzo) a quella ricca e complessa produzione narrativa che per circa 50 anni – tra il 1890 e il 1940 – fu la piú letta e apprezzata dal pubblico italiano. Erano, quelli, romanzi e racconti che si vendevano in centinaia di migliaia di copie, che venivano tradotti nelle lingue straniere, ridotti per il cinema e pubblicati dalle medesime case editrici che avevano in catalogo anche Svevo e Pirandello.Questo studio (basato su materiale in parte inedito e in molti casi ormai irreperibile) è il primo dedicato ai maestri di quella produzione dimenticata, dei quali viene esaminata criticamente l’intera opera narrativa, denominata – con un concetto innovativo – “il romanzo blu”. Partendo dall’analisi di alcuni concetti ormai passati in giudicato ma in realtà discutibili, come quello della separazione tra letteratura “alta” e letteratura “di consumo”, e basandosi su un esame della storia e della società italiana del primo Novecento, l’autore si propone di rileggere criticamente tutta la narrativa pubblicata dagli scrittori piú letti e piú dimenticati dell’Italia umbertina e poi fascista. Il nodo di base è quello di stabilire sia i motivi della damnatio memoriae che ha colpito questi scrittori nell’Italia repubblicana, sia il valore della loro produzione se paragonata a quella coeva di autori (Svevo, Pirandello, Moravia, ecc.) poi acclamati dalla storiografia e dalla critica come maestri del Novecento. Il primo volume affronta i problemi di base e si sofferma sul romanzo dannunziano e sulla lirica gozzaniana come humus sul quale sono cresciuti i maestri dimenticati della narrativa sentimentale del primo Novecento, ridefinita con il nuovo concetto di romanzo blu. Nella seconda parte del volume viene esaminata l’opera di Guido da Verona, dall’esordio fino a Yvelyse (1923).
pagine: 484
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-7999-621-1
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
SINTESI
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