La negazione dell’eros nell'Aminta di Torquato Tasso
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SINTESI
A prima vista l’Aminta non sembra certo stimolare una lettura in chiave psicologica, per la duplice ragione di appartenere a un genere letterario, il dramma pastorale, in cui all’autore resta ben poco margine per la complessità e l’intrico. Tuttavia, pur dietro situazioni stereotipate, l’argomento trattato dal dramma tassiano fornisce una straordinaria pertinenza e ricchezza di materiale simbolico impiegato, nonché modelli e un’esemplificazione quasi didascalica e inaspettatamente attuale delle dinamiche amorose in adolescenza: si parla del rifiuto; dello stato di lutto per abbandono, comprese le fantasie di suicidio; di narcisismo; dell’adolescente ritirato in se stesso che si appoggia alla figura rassicurante dell’amico più adulto, saggio e fidato; ma soprattutto della difficoltà di coniugare affettività e sessualità quando quest’ultima prorompe invincibile.Maria Adelaide Caponigro è psicologa e ricercatrice presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre. Una delle sue principali linee di ricerca è lo studio dei rapporti fra psicoanalisi e letteratura, che ha approfondito in particolare in relazione alla genesi dei Sonetti di Giuseppe Gioachino Belli.
pagine: 88
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-7999-166-7
data pubblicazione: Gennaio 2006
editore: Aracne
SINTESI
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