Il disegno in PROSPETTIVA
Analisi,elementi fondamentali, metodi risolutivi e tipi
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SINTESI
L'efficacia di un testo didattico che esordisce con la bella immagine fotografica del Padiglione (ricostruito) di Ludwig Mies van der Rohe a Barcellona (1929), si può anche misurare con gli effetti collaterali che la sua lettura può produrre su chi ne farà uso. Se ne potrebbe segnalare almeno tre: l'invito a studiare la storia dell'architettura, la sollecitazione a comprendere le logiche della costruzione dei singoli edifici presi in esame, la riflessione sul rapporto tra le tecnologie adottate e il linguaggio architettonico, ovvero la figura che rappresenta il progettista. (da Mies van der Rohe, a Meier, a Wright, a Botta, ad Anselmi, ecc.) Ogni operazione didattica seria poggia su un sostrato di ricerca e nel tracciare, come in questo caso, un percorso conoscitivo chiaro, salda l'apprendimento ad un'ulteriore fase di esplorazione e di scoperta che gli studenti sono in grado di svolgere da soli. Infatti, nelle scelte "di comodo" - opportunamente orientate- l'autore propone ai suoi lettori una serie di inneschi che, accesi, possono dar luogo a brillanti esiti pirotecnici entrando ed uscendo dai quadri prospettici che vengono illustrati come base di lancio, viene da pensare, per innumerevoli altre invenzioni. Riprendendo il tema della costruzione richiamato in esordio e della ri-costruzione tridimensionale trattato nel testo si può osservare la singolarità dell'esempio "Padiglione di Barcellona" che dopo la sua demolizione (1930) ha vissuto per decenni come icona nei libri di storia diventando occasione per innumerevoli e fondamentali richiami teorici. Sappiamo che dalla nostalgia per un'architettura irrimediabilmente perduta si è poi passati al pragmatismo della sua riproducibilità e quindi alla ri-costruzione filologica (1986) di questo monumento moderno. Come se un render fosse diventato realtà con uno schiocco di dita.Non è così. Il capolavoro di Mies ci ricorda che dalla disciplina che guida alla scomposizione e alla ricomposizione prospettica, nel gioco dei virtuosismi che gli strumenti informatici sempre più esalteranno, non dovrà sparire la percezione del peso, della luce e dei riflessi, del tepore solare e del fresco dell'ombra, della materia di cui sono fatti i piani, dei particolari costruttivi che danno sostanza tettonica all'architettura intesa come emozione spaziale da sperimentare.
pagine: 108
formato: 21 x 29.7
ISBN: 978-88-7890-695-2
data pubblicazione: Giugno 2005
editore: Edizioni Kappa
SINTESI
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