Antologia di testi su Spacing
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SINTESI
Nei testi di questa antologia sono toccate alcune delle questioni più interessanti che P.E. pone all’attenzione della cultura architettonica internazionale. Rinviando ai testi stessi e alla coordinazione data loro dall’ottimo lavoro di F.Mancini, ne diamo qui un breve sommario.Dapprima P.E. si chiede cosa sia il “banale” che vive spesso nella ricostruzione mediatica della realtà la quale, sempre più, si oppone e si sostituisce al reale stesso. Da questo passa al concetto di “evento” che è tradizionalmente ignorato dall’architettura la quale si occupa e preferisce ciò che è fermo, stabile nel tempo, duraturo. Mentre invece, dice P.E., proprio l’evento potrebbe aiutarci a rompere quel fisso e arcaico rapporto tra l’architettura e il suo sfondo, cioè il contesto. Quindi contrappone alla moderna “opera meccanica” la contemporanea opera elettronica che nel suo manifestarsi distrugge l’egemonia della prospettiva della prospettiva come visione monoculare e spiegazione metafisica del mondo, trasformando il tradizionale concetto di “forming” (il lavoro sulle forme) in quello di “spacing” (il lavoro sulla fluidità degli spazi). Di fronte a tutto ciò P.E. arresta per un attimo il suo discorso e si chiede se l’architettura può o deve avere ancora un significato oppure è solo parte di una società in cui tutto è divenuto spettacolo. La risposta, scrive P.E., è nella capacità di mantenere alta la nostra soglia critica e nel chiederci, anche quando realizziamo oggetti spettacolari, se si contengano un progetto critico ovvero, inconsapevolmente, siano solo il frammento di uno spettacolo più grande.
pagine: 112
formato: 16 x 16
ISBN: 978-88-7890-625-9
data pubblicazione: Luglio 2013
editore: Edizioni Kappa
SINTESI
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