Psicologia dell’educazione e antropologia pedagogica
Un contributo storico-critico
23,00 €
     
SINTESI
Il periodo storico entro il quale nasce e si sviluppa l'antropologia pedagogica, coincide con il tardo positivismo e, politicamente, con tutti quegli avvenimenti che vanno dalla vigilia della proclamazione di Roma Capitale fino alla I Guerra Mondiale. Le sue origini, però, sono da rintracciarsi già nel '600 con la nota distinzione cartesiana tra anima e corpo. Il volume esamina i grandi tentativi compiuti per studiare l'uomo esclusivamente sotto il profilo naturale e per analizzare, sia i rapporti che sono intercorsi tra la nascente psicologia dell'educazione, la pedagogia e la psichiatria sia il ruolo svolto dal concetto di educabilità come anche una serie di moduli utilizzati (carte biografiche) da vari studiosi italiani per osservare e misurare il grado di normalità di ciascun individuo. Le fonti utilizzate per la ricostruzione storico-critica di questo movimento, sorto prevalentemente in Italia, sono tratte da archivi e da scritti di studiosi, soprattutto minori, i quali con le loro idee e con le loro realizzazioni hanno permesso non solo di dare un primo abbozzo alla psicologia dell'educazione, ma soprattutto di elaborare una costruzione teorica che ancora oggi resiste al tempo, come ad esempio i concetti di normalità/anormalità/normalizzazione, adattamento/disadattamento, educazione/rieducazione. Attraverso l'indagine storica emerge, fra l'altro, la possibilità di riscrivere la storia generale della psicologia, sia di analizzare con maggiore attenzione i nessi esistenti tra la scienza e l'ideologia dominante.
pagine: 328
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-7890-530-6
data pubblicazione: Aprile 2003
editore: Edizioni Kappa
SINTESI
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