Alla maniera di Arcimboldo
Esperienze, divagazioni e considerazioni di uno scrittore medico
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SINTESI
Senza avere la pretesa di essere un consumato narratore, in un particolare momento della propria vita si può manifestare l’esigenza di fare un “sommaire” delle proprie esperienze e di raccontarle non solo agli amici più intimi. Narcisismo letterario a parte, è forse arrivato il momento di abbandonare il ruolo di modesto cultore della Scienza e di filtrare attraverso la memoria alcune modalità comportamentali dell’essere umano nei suoi aspetti più intimi e riservati, dopo averlo analizzato nel corso di un cinquantennio di professione medica. L’assenza di un filo narrativo coerente mi ha spinto a prendere in prestito per il titolo di questo “pamphlet” il personaggio di Giuseppe Arcimboldo, noto pittore del VI secolo, che assemblava ironicamente frutta e ortaggi nei dipinti raffiguranti il volto umano. Nello spirito del suddetto Artista, argomenti cosiddetti “seri” si alterneranno ad altri scherzosi, sempre però nel rispetto della “privacy” dei protagonisti. E’ lecito domandarsi perché un medico si dedichi alla narrazione non scientifica. La risposta è semplice: questa categoria professionale è l’unica ad essere vicina al mistero della vita e il raccontarlo diventa una necessità. L’abitudine al ragionamento clinico, anche se polarizzato nella definizione di un algoritmo di conoscenze, comporta anche l’esercizio dello scrivere non solo come “medico scrittore”, ma anche come “scrittore medico”. Il contatto prolungato con chi soffre, qualunque sia la sua appartenenza sociale, ha stimolato in me il desiderio di approfondire alcune tematiche umane, quali il difficile rapporto interpersonale, le “diversità” e criticare i protagonisti dell’attuale “teatrino mediatico” in cui trionfa il cattivo gusto, il pressapochismo, l’egoismo, l’arroganza e l’ignoranza. Non riuscendo a tacitare totalmente la mia formazione professionale ho cercato di analizzare, in chiave di lettura scientifica, la bellezza femminile, sia essa armonia delle forme, comportamento emancipato o trasgressivo o comunicazione attraverso il “linguaggio del corpo”. In altri termini un tentativo di teorizzare una sorta di “antropologia estetica”. Spero che al pari dei ritratti di Arcimboldo la narrazione di argomenti così eterogenei possa, da un lato, divertire e, dall’altro, stimolare una analisi più approfondita del modo di essere un “Homo sapiens”.
pagine: 78
formato: 15 x 21
ISBN: 978-88-6514-081-9
data pubblicazione: Marzo 2011
editore: Edizioni Kappa
collana: Fuoricollana
SINTESI
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