La cospirazione dei pugnalatori
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SINTESI
Il 1° ottobre del 1862 a Palermo tredici persone vengono pugnalate, quasi simultaneamente, in diversi punti della città. Catturato uno dei pugnalatori, il quale confesserà i nomi degli altri esecutori e dei mandanti, vale a dire il principe di Sant’Elia e alcuni prelati, il caso viene affidato al magistrato piemontese Guido Giacosa: egli condannò tutti gli imputati, ma non il principe che riteneva al di sopra di ogni sospetto. Successivamente egli si convinse della colpevolezza del principe, ritenendolo a capo di un complotto neoborbonico: la secolare connivenza tra il potere aristocratico e massone, ecclesiastico e borbonico presente in Sicilia, rese però vano ogni suo tentativo. Leonardo Sciascia un secolo e mezzo dopo riprende in mano il caso dei pugnalatori convincendosi che il principe di Sant’Elia fosse innocente; più recentemente lo studioso Paolo Pezzino giunge alla medesima conclusione, sostenendo che la questura avesse escogitato una macchinazione allo scopo di farsi un merito nei confronti del governo e che Guido Giacosa fosse un magistrato impegnato in una lotta personale, condizionato da pregiudizi ideologici e politici, al punto da “ipotizzare uno scenario fittizio”, mero esecutore di un disegno politico e complice di trame e interessi. Questo saggio intende dare voce al magistrato Giudo Giacosa e, attraverso i suoi documentati memoriali, chiarire quelle zone d’ombra che ancora avvolgono di mistero la vicenda dei pugnalatori.
pagine: 72
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-7527-2
data pubblicazione: Settembre 2014
editore: Aracne
SINTESI
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