Il primo Juan Ramón Jiménez
Varianti d’autore e sviluppo dei testi
10,00 €
     
SINTESI
Nel 1936, alla vigilia della Guerra Civile, il poeta di Moguer abbandona la Spagna per non farvi più ritorno: lascia nel suo appartamento gran parte dei manoscritti autografi, compresi gli inediti, e tutto ciò che non avrebbe potuto portare con sé nel lungo viaggio oltre oceano. Il prezioso lascito – oggi custodito nell’Archivo Histórico di Madrid – scampato al tempo e alle vicende storiche, rappresenta un tassello indispensabile per la ricostruzione della genesi dei componimenti analizzati. Dieci poesie costituiscono il nucleo centrale di questo libro, che offre una puntuale comparazione tra gli originali di Madrid e le edizioni a stampa in cui ogni singolo testo è stato individuato, coprendo un arco temporale complessivo che parte dai primi del Novecento fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Metamorfosi poetiche e riscritture di testi inediti o già pubblicati interessano infatti l’intero corpus lirico juanramoniano e proiettano il lettore in un labirinto di mutamenti testuali che cambiano l’aspetto – e spesso la sostanza – della composizione. Il principio di costante ri-creazione poetica è d’altronde indicato dallo stesso autore come punto di partenzadel proprio concetto di fare poesia: No pretendo, ni quiero, ni debo ni puedo acabar nunca mi obra (...) Poetizar es abrir siempre y no cerrar nunca.
pagine: 128
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-7458-9
data pubblicazione: Agosto 2014
editore: Aracne
collana: Dialogoi ispanistica | 11
SINTESI
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