Televisione senza qualità
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SINTESI
La Rai ha compiuto sessant’anni. È ora di ripensare il ruolo del servizio pubblico televisivo, tanto più che si avvicina la scadenza, nel 2016, della concessione statale. Le domande sono ovvie: può una società avanzata e basata sul modello sociale europeo fare a meno del servizio pubblico radiotelevisivo? Il modello misto pubblico-privato è obsoleto? In Europa le tv pubbliche hanno ancora quote rilevanti di ascolto e producono programmi rivolti a tutti gli strati sociali: eppure, in tempi di austerità possono subire gravi penalizzazioni, come si è visto in Grecia. Rinnovare il servizio pubblico è un compito e una rivendicazione che coinvolge tutti. Non solo chi lavora in tv, ma anche quanti hanno a cuore un modello sociale di sviluppo solidale e partecipativo fondato sull’equità. Il rinnovo della concessione statale impone di chiarire e aggiornare la missione che la radiotelevisione pubblica deve perseguire nell’epoca della crossmedialità. Ma resta essenziale il ruolo di sostegno al sistema audiovisivo nazionale, da cui le televisioni pubbliche non possono disimpegnarsi. La concessione non è un semplice atto amministrativo: è l’occasione per affermare un metodo nuovo e trasparente per discutere il futuro della Rai, attraverso un’ampia consultazione. Scuola, università, associazioni culturali, enti di ricerca, industria audiovisiva, possono contribuire a rinnovare l’idea del servizio pubblico radiotelevisivo. È questo il senso delle considerazioni svolte in questo libro.
pagine: 176
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-7279-0
data pubblicazione: Giugno 2014
editore: Aracne
SINTESI
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