La libertà di movimento delle persone e lo straniero
Profili costituzionali e comunitari
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SINTESI
Carolina Simoncini si propone di ricostruire l’evoluzione della libertà di movimento delle persone nel corso della complessiva esperienza costituzionale liberale italiana. Si osserva come il contenuto assai limitato di tale libertà sia derivato dalle leggi di pubblica sicurezza e dal codice penale. Ci si sofferma sulle discussioni dell’Assemblea Costituente che hanno decisamente portato al riconoscimento della “libertà di circolazione e di soggiorno” imputata formalmente ai cittadini. La condizione degli stranieri immigrati trova una generale “protezione” solo nel 2° comma dell’art. 10 Cost. che riserva al legislatore l’approvazione di una ragionevole normativa d’attuazione. Le discipline adottate progressivamente si sono preoccupate più di contrastare il fenomeno delle immigrazioni c.d. “clandestine” che di introdurre misure effettivamente garantiste dei diritti inviolabili dell’uomo. Anche con riguardo al più specifico diritto d’asilo, il legislatore non ha ancora dato attuazione all’art. 10 c. 3 Cost., cosicché il trattamento riservato ai rifugiati politici è regolato soltanto dalla legge n. 722 del 24 luglio 1954 di ratifica ed esecuzione della Convenzione di Ginevra. L’ordinamento europeo sembra ispirato ad una maggiore apertura, in adesione ai principi internazionali e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, recepita formalmente nel Trattato di Lisbona del 2010.
pagine: 256
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-6808-3
data pubblicazione: Gennaio 2014
editore: Aracne
collana: Diritto dell’immigrazione | 6
SINTESI
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