Fenomenologia della legge in Albert Camus
I. Le premesse
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SINTESI
Nell’ambito di discussioni attuali che investono i collegamenti tra filosofia del diritto, diritto positivo e letteratura, un posto rilevante lo occupa l’intera opera di Albert Camus che si avvale di metafore che attengono all’universum giuridico. Camus si pone intellettualmente come filosofo, per la sua formazione, e come ‘letterato’ nell’elaborazione di testi teatrali, romanzi e scritti vari. In questo studio, diviso in tre volumi, si analizzano e si discutono alcune opere che più di altre approfondiscono la storicizzazione dell’ingiustizia come forma di terrore legalizzato e coercitivo. La ricerca della giustizia è il primo momento di rivolta che distingue un ordine positivo da uno negativo. «Che cos’è un uomo in rivolta?»: comincia da qui, da un interrogativo, l’itinerario della rivolta contro la sopraffazione; il dissenso ha un inizio nel ‘no’, ma la rinuncia teorizzata attraverso il no non è totale. L’uomo in rivolta porta con sé la contraddizione del e del no, contestuali. La presa di coscienza dell’assurdità della sopraffazione emancipa lo schiavo attraverso il primo atto di rivolta contro l’assurdità dell’ingiustizia. Non vi può essere una rivolta senza una ‘ricerca del giusto’, l’uomo in rivolta ha come la sensazione di avere ragione. Il sì e il no, il rifiuto e l’accettazione indicano ciò che va respinto e ciò che va preservato; l’attenzione è concentrata sulla manifestazione di una condizione ingiusta: l’uomo insorto si rivolta (révolté), attua un ‘voltafaccia’: si tira indietro rispetto al non-senso dell’ingiustizia, all’assurdo dell’oppressione, generando così una presa di coscienza.
pagine: 106
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-6034-6
data pubblicazione: Giugno 2013
editore: Aracne
SINTESI
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