Tractatus de principiis juris canonici
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SINTESI
Figura singolare nella difficile transizione della Francia tra il XVIII e il XIX secolo, nella cui cornice i problemi delle relazioni tra Chiesa e Stato si presentavano in termini radicalmente nuovi, il Bouix vi colse precocemente le implicazioni favorevoli a un nuovo orientamento in atto, nei rapporti tra Chiesa e politica, verso sintesi toto coelo diverse da un passato duro e difficile per il papato, fin dai tempi di Filippo il Bello. Presentato dai gesuiti di Francia a Pio IX come un deciso e coerente avversario del gallicanesimo, ne otteneva benevolenza fedele ed appoggio incondizionato. Sul terreno dottrinale, a lui si deve una impostazione audacemente innovativa della tematica oggetto sia dei classici commentari della decretalistica, che del diritto tridentino in Francia: impresa di taglio dogmatico decisamente sterminata, che ebbe il suo compiuto esito in una sorta di Summa istituzionale ultramontana del diritto canonico del tempo, che Egli ci ha lasciato sotto il titolo di Institutiones juris canonici in varios tractatus divisae. Opera che, per le sue stesse specifiche caratteristiche onnipervasive, non trovava rivali all’epoca né per modernità tecnica, né per assoluta lealtà verso le posizioni papiste più intransigenti, soprattutto nei confronti di istanze, pur usuali, che osassero esprimere qualche sensibilità di troppo per i temi della collegialità episcopale. Caposaldo e fonte di quello che sarà lo Jus publicum ecclesiasticum (sicuro baluardo del papato sia all’interno, che all’esterno del sistema) era la stessa dichiarata indisponibilità dell’A. alla discussione di principio, con interlocutori esterni, di concetti delucidati con chiarezza – e accolti poi come in un blocco solo – di fronte alla problematicità aperta, in tesi, di un pensiero scientifico prestigioso e ancorato al processo storico, come quello elaborato dalla dottrina statualistica; sopra e oltre la quale solo accordi tattici, fondati sul reciproco interesse al compromesso, erano bensì possibili fra enti sovrani, ma su una sponda meramente politica e sempre tenendo fermo il “dogma” di comodo, decisamente nuovo, di un’asserita incompatibilità assoluta tra le parti, sul piano dei principi stessi. In questa cornice, l’avere in questa sede scelto il Tractatus de principiis come campione il più significativo della rielaborazione istituzionale, a partire dal Bouix, del diritto canonico occidentale nell’età contemporanea, è parsa al Curatore una decisione obbligata.
pagine: 602
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-5897-8
data pubblicazione: Settembre 2013
editore: Aracne
collana: “Luca da Penne” – Religione, diritto e politica | 1
SINTESI
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