Medici, malati, malattie e farmaci nella storia dell’arte
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SINTESI
L’arte teme la scienza, perché potrebbe detronizzarla. Talora la combatte, talaltra la imita o stabilisce con essa una competizione, ma la teme. La scienza non teme l’arte, perché non le potrà mai nuocere. L’uomo non può fare a meno né della scienza né dell’arte, ma senza la scienza è perduto, senza l’arte, semplicemente, si rattrista. Senza la medicina, che della scienza si nutre, può morire; senza l’arte, sopravvive, ma si sente meno umano. L’artista malato cerca il medico per non morire. Il medico cerca l’artista malato, o il soggetto malato da lui creato, per capire di più sulla propria disciplina e su quella dell’artista. Il fascino del libro di Ceccarelli, al di là degli argomenti trattati, sta nel non porsi un obiettivo univoco, una surplus di interpretazione in chiave di analisi clinica o storico–artistica, ma piuttosto nel movimento ondulatorio tra i due tipi di analisi. Quando avverte di essere sul punto di divenire dogmatico, l’Autore si smonta con una sottile ironia. Quando il lettore teme di essere immerso in un discorso terribilmente tecnico, ecco che subentra a distrarlo un linguaggio ricco di riferimenti contemporanei e di locuzioni popolari. Ed una prosa, last but not least, che rende questo “saggio” godibile come una raccolta di novelle.
pagine: 284
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-5797-1
data pubblicazione: Febbraio 2013
editore: Aracne
collana: Il gallo e la cura | 1
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