Prolegomeni al biodiritto
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SINTESI
Il biodiritto (o biojus) ha dovuto immediatamente fare i conti con l’interdisciplinarietà dell’approccio che contrassegna la bioetica, della quale è apparso agli studiosi eticisti un mero campo di esplicazione. A questa tendenza è andata contrapponendosi (e crescendo) un’altra – di derivazione anglosassone – che pone il biodiritto come mera espansione dell’analisi del diritto positivo ai casi e agli ambiti riconducibili alle questioni sopra ricordate, e sempre in relazione a problemi di applicazione normativa o giudiziale. Questa tendenza – comprensibile nell’area della common law, ha progressivamente riguardato giusprivatisti e giuspubblicisti anche nell’area della civil law. Ma la giustizia sociale – che ha ispirato le democrazie costituzionali del XX secolo – o i diritti civili motivano assai diverse – e anzi contrapposte – concezioni della biopolitica o del biodiritto. Devo pertanto ribadire che considero – come faccio in questo volume, che non intende essere né un prontuario né tanto meno un manuale – il biodiritto parte della filosofia del diritto, evitando di invadere tanto il terreno dei filosofi scopertisi bioeticisti quanto quello dei giuristi positivi. In questo ambito la riflessione filosofico-giuridica, e più specificamente etico-giuridica, ha il compito che riveste la sentinella che sta sugli spalti e avverte tutti – interrogando prima se stessa – dei pericoli che intravede all’orizzonte.
pagine: 96
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-5731-5
data pubblicazione: Dicembre 2012
editore: Aracne
collana: Itinerari sociali | 8
SINTESI
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