L’arbitrato tra prassi e sistemazione teorica nell’età moderna
Una nuova species nel genus, dall’Ancien Régime all’Italia del Novecento
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SINTESI
Il lavoro ricostruisce le ragioni che hanno portato la giurisprudenza e la dottrina italiana della prima metà del XX secolo a scomporre l’istituto dell’arbitrato in due distinte species, ossia quella dell’arbitrato rituale e quella dell’arbitrato irrituale. Costituisce motivo primario di un’indagine volta a misurare la dimensione unitaria del fenomeno arbitrale nel panorama storico giuridico europeo la divisione netta della dottrina che da un lato si è focalizzata sulla efficacia di sentenza del lodo arbitrale, finendo per trasformare un atto di autonomia privata in un atto «giurisdizionalizzato», e dall’altro, invece, ha sottolineato il presupposto contrattuale del compromesso e della clausola compromissoria, distinguendo e preservando l’affermazione della volontà negoziale delle parti dai successivi ed indipendenti accadimenti processuali pendenti sul lodo. L’Autore pone in evidenza come la teorizzazione dogmatica operata nel corso del secolo XIX dalla Pandettistica tedesca abbia contribuito significativamente alla processualizzazione ed alla scomposizione dell’istituto arbitrale in contrasto con quanto affermato in precedenza, non già solo dalla scienza giuridica tedesca del Seicento e del Settecento, ma anche dagli esponenti della Scuola Culta e dai principali rappresentanti della Seconda Scolastica spagnola, della dottrina francese pre-codicistica, nonché dagli interpreti del Code de procédure civile del 1806.
pagine: 132
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-5616-5
data pubblicazione: Ottobre 2012
editore: Aracne
collana: Storia del diritto e delle istituzioni | 10
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