Problemi di giurisprudenza epiclassica
Il caso di Aurelio Arcadio Carisio
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SINTESI
Aurelio Arcadio Carisio è, con Ermogeniano, il giurista più vicino ai compilatori giustinianei che si servirono delle sue opere in un modo altamente significativo, al punto, tra l’altro, di arrivare a trasmetterci un dato eccezionale della sua personale biografia, l’esercizio della carica di magister libellorum, tramite un’inscriptio nel Digesto. La lettura dei libri singulares del giurista offre non già la sola possibilità di verificare, seppure per piccoli squarci, l’opera, o meglio, il tentativo di complessiva sistemazione delle materie di cui si occupò, in sintonia con una parte significativa della giurisprudenza Severiana, bensì quella di valutare l’apporto personale del giurista dell’età epiclassica. De officio praefecti praetorio, de muneribus civilibus, de testibus, analizzati nell’ordine nel quale furono probabilmente pubblicati, costituiscono infatti temi di studio del tutto originali nel panorama della giurisprudenza romana.Alcuni dati testuali e più di uno spunto interpretativo inducono a congetturre alcune tappe della carriera di Arcadio Carisio nell’alta amministrazione imperiale: e che ciò sia avvenuto, con ogni probabilità, durante il regno di Diocleziano, subito dopo l’‘epoca terribile’ degli imperatori soldati.
pagine: 140
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-5571-7
data pubblicazione: Novembre 2013
editore: Aracne
SINTESI
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