The city of man
L'utopia democratica di Hermann Broch e il contributo politico-ideologico di Giuseppe Antonio Borgese e di Gaetano Salvemini
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SINTESI
Nel 1920—1940 i sistemi totalitari nazi-fascisti assediano militarmente l'Europa, incantano le masse con la loro ideologia distopica, pseudo democratica, di matrice prevalentemente filosofico-letteraria oltre che mitica e si trovano a fare i conti sia con una resistenza tradizionale, popolare, partigiana e clandestina, sia con gruppi di intellettuali e di accademici, americani ed europei che progettano, quest'ultimi, dal loro esilio d'oltreoceano, un nuovo modello liberale, in cui la democrazia torni a essere un valore a tutela e salvaguardia dei diritti e della dignità dell'uomo in tutta la sua diversità. The City of Man è la risposta antitotalitaria, euro-americana, di personalità di spicco del mondo della cultura del Novecento che non si limitano a osservare da lontano il collasso dell'Europa e lo svilimento del principio democratico, ma che prospettano un'utopia liberale, futuribile e antropocentrica. Hermann Broch e Thomas Mann, Giuseppe Antonio Borgese e Gaetano Salvemini, Reinhold Niebuhr e William Allan Neilson sono alcuni degli Utopians che danno vita, in The City of Man, ad un roosveltiano new deal della democrazia.
pagine: 132
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-5369-0
data pubblicazione: Novembre 2012
editore: Aracne
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