Robie
La schiavitù dei rom in Valacchia e Moldavia
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SINTESI
Vendesi zingari! Nelle terre romene dei secoli passati si potevano leggere annunci di questo genere, in quanto zingaro era sinonimo di schiavo e i rom erano automaticamente sottoposti a uno stato giuridico di schiavitù in base all'istituto della robie. La riscoperta di tale esperienza acquista un particolare risalto in considerazione della realtà dei rom all'interno dell'odierna società europea e della rinnovata attenzione verso gli usi, le tradizioni, la lingua e la storia di questa popolazione, che è spesso stata descritta in un'ottica “dualista” ricorrendo a idee e concetti ormai profondamente radicati: da una parte i rom sono considerati in base a qualità negative come indolenza, incapacità di adattamento, predisposizione alla criminalità; dall'altra sembra ancora dominante il mito del “buon selvaggio”. Entrambe queste visioni, tuttavia, non risultano oggi idonee a comprendere e spiegare la realtà rom. Appare invece necessario riprendere in mano la storia di questo popolo, soprattutto quei capitoli poco o per nulla conosciuti e quelle esperienze storiche che hanno inevitabilmente segnato l'impatto della società europea con le comunità rom. Le vicende dei principati di Valacchia e Moldavia, in tal senso, appaiono particolarmente significative perché ripropongono il tema di una schiavitù “etnica” molto singolare e possono contribuire a una più attenta analisi della questione rom, che né gli Stati-Nazione né i regimi socialisti sono riusciti a comprendere e regolamentare.
pagine: 136
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-5362-1
data pubblicazione: Dicembre 2013
editore: Aracne
collana: Cultura culture diritti | 11
SINTESI
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