Un architetto ungherese a Roma. József Vágó 1920-1926
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SINTESI
Nuovi studi sugli anni trascorsi a Roma da József Vágó contribuiscono alla conoscenza di questo straordinario architetto di origine ungherese, ma romano di adozione ed europeo per formazione e cultura. Vágó amava particolarmente l'Italia e non mancava mai di ricordare la grandezza della sua cultura come fonte indispensabile di conoscenza e di possibile spinta verso un futuro migliore. Benché sia rimasto stabilmente nella capitale solo sei anni (1920-1926), sembra plausibile pensare che proprio la stratificazione dell'architettura plurimillenaria di questa città lo abbia indotto a estendere il suo pensiero architettonico alla storia sociale e culturale dell'uomo europeo, fino a spingerlo ad abbracciare problematiche legate non solo alla propria professione ma anche all'arte, all'estetica e soprattutto alla società. Con il premio vinto nel 1926 al concorso per la sede delle Nazioni a Ginevra, Vágó si inscrive tra i più importanti architetti internazionali della prima metà del Novecento. I quattro saggi qui raccolti sono frutto di ricerche approfondite svolte negli archivi, nelle biblioteche e nelle fondazioni culturali di Roma, perlopiù mirate a scoprire il pensiero architettonico e l'attività pratica dell'architetto in un periodo fondamentale sia di trasformazione e crescita culturale della sua vita sia di rilevanti cambiamenti nell'architettura europea. Quattro saggi che, da angolazioni diverse, mettono in gioco più aspetti del suo soggiorno romano, dalla partecipazione alla cultura architettonica della capitale del primo dopoguerra, alle sue opere realizzate — delle quali l'hotel de la Ville in via Sistina è certamente la più famosa — fino alle possibili influenze esercitate sulla formula edilizia del villino. E' a Roma, del resto, che ha avuto modo di riflettere sull'impegno etico del suo mestiere, sul compito dell'architetto nella società moderna, sulla necessità di rifiutare il protagonismo del singolo, sulle possibilità dell'architettura contemporanea di servirsi di materiali e tecnologie nuovi, sulla natura e sugli aspetti estetici dell'architettura, sull'ornamento, sulla dicotomia nazionalismo-internazionalismo in architettura e soprattutto sulla città ideale dei tempi moderni.
pagine: 140
formato: 16 x 24
ISBN: 978-88-548-5039-2
data pubblicazione: Agosto 2012
editore: Aracne
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