Diritto, politica e cultura
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SINTESI
Il tema di fondo che percorre le pagine del libro muove dalla convinzione che il diritto sia un prodotto della cultura e del potere. Che, anzi, non sia altro che una particolare forma del sapere che si struttura come potere, poiché «la verità non si presenta mai al di fuori del potere, né senza potere». Fuori da ogni astrazione, tuttavia, l’esito di quei processi viene qui integralmente ricondotto alla responsabilità di uomini in carne ed ossa, alla concretezza del loro pensiero e della loro opera di giustizia, alla storicità dei rapporti particolari e delle scelte che li governano, alla ricerca della verità o dell’errore dietro le forme del dialogo, del dissenso o dello scontro. In questo senso, il libro si propone anche come un saggio sul ruolo civile dell’intellettuale – e del giurista come intellettuale –, sulle sue capacità di contribuire, se non alla dissoluzione, quanto meno all’attenuazione delle forme più oppressive o ingiustificabili dei poteri sociali dotati di egemonia. Al discorso risulta così legato anche il tema della così detta “legittimazione democratica” del sapere giuridico e della sua concreta applicazione; ossia delle giustificazioni, e dei possibili “titoli”, che assicurano il consenso popolare all’esercizio delle funzioni dottrinali e giudiziarie in un contesto democratico, contrassegnandone le responsabilità.
pagine: 236
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-4474-2
data pubblicazione: Gennaio 2012
editore: Aracne
collana: Biblioteca di diritto civile | 4
SINTESI
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