Aspetti politico-monetari all'epoca di Carlo V en el Reyno de Napoles
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SINTESI
Il viceregno toletano, principale artefice della stabilizzazione dei poteri spagnuoli nel Regno di Napoli, offre numerose linee di ricerca non ancora tratteggiate dagli studiosi, in quanto celate nelle pieghe di una burocrazia di per sé “malata” e spesso “sanata” col mezzo di aulici formalismi giuridici (per via de privilegio). Da questo sistema non furono dispensate le zecche ed i loro offitiali. Pertanto, oltre all’analisi di vari aspetti connessi al danaro (circolazione, falsificazione, commercio, zecche regnicole, lineamenti del ius monetandi Aragónum), viene presain esame la struttura dell’officio di mastro di zecca ed i diritti ad esso legati, al fine di comprendere a quale titolo i politici e gli offitiali dell’epoca potessero ingerirsi nella coniazione monetale. Tale ricostruzione si è potuta realizzare soltanto grazie allo studio incrociato di una significativa mole documentaria, ricercata principalmente nell’Archivo general de Simancas, nell’Archivo de la Corona de Aragòn, nell’Archivio di Stato di Napoli e nell’Archivio di Stato dell’Aquila. Dunque, si è utilizzata e trascritta una serie di documenti totalmente inedita, in quanto composta da materiale sconosciuto o disperso (inclusa la copia degli esecutoriali della nomina di G.B. Ravaschieri quale mastro delle zecche di Napoli e l’Aquila). Non manca una classificazione illustrata delle monete coniate dal 1532 al 1553, compresa la doppia in oro di Carlo V della Bibliothèque nationale de France.
pagine: 244
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-4471-1
data pubblicazione: Gennaio 2012
editore: Aracne
collana: Storia del diritto e delle istituzioni | 6
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