La pubblicistica italiana e la censura fascista
Dal delitto Matteotti alla caduta del regime
49,00 €
Area 10 – Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
     
SINTESI
Il fascismo ereditò dallo Stato liberale l’editto sulla stampa di Carlo Alberto del 1848 e l’irrigidimento della censura, voluto da Mussolini nel 1934, non modificò sostanzialmente la situazione. Durante il Ventennio uscirono cosí senza ostacoli opere narrative con palesi parodie della dittatura ed evidenti caricature del Duce. La vera svolta si verificò con le leggi razziali del 1938 ma colpí soltanto gli autori ebrei. Questa ricerca analizza il contenuto antifascista di alcune opere di grande popolaritànegli anni del regime e mette in discussione il mito dell’efficienza e della capacità di controllo dello Stato totalitario.
pagine: 948
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-4347-9
data pubblicazione: Ottobre 2011
editore: Aracne
SINTESI
Informativa      Aracneeditrice.it si avvale di cookie, anche di terze parti, per offrirti il migliore servizio possibile. Cliccando 'Accetto' o continuando la navigazione ne acconsenti l'utilizzo. Per saperne di più
Accetto