Mai stato nel Missouri
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SINTESI
Figli dei figli del Baby Boom lo siamo tutti, noi eredi involontari del loro personale ’68. Qualcuno di più, come G., con un padre reduce di quella indimenticabile nefasta stagione e un fratello maggiore narcisista e plagiario. Se ne accorgerà quando il suo viaggio di studio in America si trasformerà, grazie a un cadavere e a una ragazza a dir poco ambigua, in una corsa disperata che taglierà in due il continente. Auto, treni, compagni di viaggio diversi, un bambino che non parla, un misterioso inseguimento, femmine generose e impenetrabili scriveranno sulla sua pelle una storia insolita e pericolosa portandolo nelle tenebrose radici della destra rurale americana, generosa, ignorante e violenta. Da quel momento non potrà più essere un semplice spettatore della vita, ma dovrà prendere le cose in mano fino in fondo.Nasce a Bologna, tardi per vivere il ’68 dalla parte che conta, presto per capire fino in fondo il ’77, abbastanza per ereditare da entrambi certezze effimere e dubbi permanenti. Sospettando che per vivere non basti scrivere, si laurea in ingegneria e lavora per trent’anni, raggiungendo in quel tempo standard il proprio legittimo livello di incompetenza. Lo si può biasimare se a quel punto non riesce a sottrarsi alla tentazione di credere che le sue esperienze possano almeno essere utili a qualcun altro?
pagine: 328
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-4345-5
data pubblicazione: Luglio 2011
editore: Aracne
collana: Fuoricollana
SINTESI
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