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SINTESI
Quando Nanninella, la mamma di Funzino, si sentì chiedere dalla maestra Ruffo il permesso di preparare, gratis (pe’ senza niente), quel suo primo figlio secco e malnutrito, che la guardava con occhi grandi e neri, all’esame d’ammissione alla scuola media, provò una sensazione di smarrimento, misto a orgoglio. Già la licenza di quinta elementare era un traguardo che pochi ragazzi raggiungevano; a che potevano servire altri anni di scuola a un bambino che recava segnato nel suo destino il proseguimento del mestiere del padre, Tanino ’e Marghiero? Quella risposta mia madre non l’ha mai avuta. A distanza di molti anni, lontano dal credersi “uno che scrive”, la cronaca del mio vissuto, messa nero su bianco, vuole essere il modesto tributo a quell’interrogativo di madre orgogliosa e l’ammonimento a quanti vogliono farci credere che la scuola non serve a niente…Alfonso Capone (Salerno 1937), già marinaio, commerciante, attivista politico, attore teatrale e comparsa cinematografica, ha deciso con questa sua ultima fatica di cimentarsi su una prospettiva che ancora mancava alla sua anima inquieta di uomo di “multiforme ingegno”: quella di letterato e di scrittore della memoria. Il risultato è un ritratto limpido, malinconico, entusiasta, di un uomo e di una generazione — povera di mezzi quanto ricca di coraggio e cocciuta determinazione — e alla fine protagonista, nell’arco di mezzo secolo, del miracolo dell’emancipazione sociale ed economica, della vera rivoluzione democratica italiana.
pagine: 232
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-4157-4
data pubblicazione: Luglio 2011
editore: Aracne
collana: Fuoricollana
SINTESI
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