La scuola napoletana di pianoforte tra Ottocento e Novecento
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SINTESI
Le radici della civiltà musicale di Napoli si perdono in un passato dall’inconfondibile ricchezza di contaminazioni culturali. L’incontro tra la dimensione dionisiaca dei greci e la spiritualità cristiana, tra la tradizione filosofica degli antichi e le conquiste scientifiche del mondo islamico, ha determinato la fioritura di un sapere ricco e problematico, che trova riscontro nella vita musicale partenopea degli ultimi cinque secoli. Si pensi ai compositori di “villanelle”, con la loro anima popolare, alla rinomata scuola di canto dell’epoca barocca, con le sue liturgie e i suoi eroici furori, alla tradizione comica, trasmessa alla nostra epoca attraverso una teatralità musicale vivida e sempre attuale. In un panorama culturale così articolato, a partire dai primi anni dell’Ottocento si sviluppò a Napoli un’intensa attività musicale legata al pianoforte, che permise alla città di confrontarsi con le più ambite realtà europee e di accogliere e formare interpreti di fama intramontabile. La scuola pianistica napoletana, che ha avuto il merito di coniugare l’umiltà dell’artigianato musicale con l’universalità delle aspirazioni dei musicisti che l’hanno resa celebre nel mondo, ha rappresentato per Napoli un momento di particolare fervore storico e culturale; ma può imporsi ancora oggi, nonostante la crisi, come autentico modello di impegno e di riscatto.
pagine: 64
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-3980-9
data pubblicazione: Luglio 2011
editore: Aracne
SINTESI
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