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SINTESI
Nell’ambito didattico universitario il laboratorio dell’ultimo anno o la tesi di laurea, che costituiscono l’espressione dell’esito di un percorso complesso e faticoso, dovrebbero necessariamente rivolgersi verso un campo di sperimentazione teorica o quanto meno essere un’occasione di ricerca e di indagine sviluppata nel campo ideale. Ma il contesto accademico rappresenta veramente l’unico luogo dove si possa ambire a tale esercizio? È realmente preclusa poi nella professione la possibilità di utilizzare tecniche e strategie nuove? I temi trattati durante il corso di Progettazione Architettonica per il Recupero Urbano e gli esiti conseguiti durante le esercitazioni rappresentano delle possibili risposte, nonché la possibilità di cimentarsi con la sperimentazione di strategie di composizione urbana e con il tentativo di proporre almeno un modo alternativo nell’approcciarsi alla disciplina. La direzione presa all’interno di questa esperienza didattica vuole percorrere trasversalmente, rispetto a metodi consolidati, la via della progettazione urbana rivolgendosi a quei riferimenti che storicamente hanno cercato di sovvertire, anche solo in piccola parte, le dinamiche classiche di approccio alla pianificazione delle strategie di sviluppo e completamento delle città. Questa ricerca non è indirizzata a dimostrare la vera o presunta crisi che le tecniche di progettazione “ordinarie” sembrano avere di fronte ai nuovi fenomeni urbani oramai generalizzati e riconoscibili (sprawl, recupero dei brownfields, ecc.), semmai è direzionata nel consolidare tali tecniche.
pagine: 128
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-3906-9
data pubblicazione: Aprile 2011
editore: Aracne
SINTESI
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