Il fondamento biofisiologico dell’omosessualità
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SINTESI
L’Autore chiarisce definitivamente la complessa polimomorfa funzione biologica dell’omosessualità. Nell’ambito della filogenesi l’omosessualità compare prima dell’eterosessualità come prassi automatica riproduttiva microsessuale–monomorfa nei lieviti, nelle alghe monocellulari e nei protozoi. Tale omosessualità primitiva si è originata per lo scambio dei geni allo scopo di accaparrare casualmente dei geni favorenti il migliore adattamento alle continue modificazioni ambientali. Quando lo scambio dei geni si è casualmente verificato fra individui sessualmente dimorfi, è comparsa l’eterosessualità favorendo ancora di più il migliore adattamento, l’omosessualità ha iniziato a selezionarsi in molte specie vegetali ed in quasi tutte le specie animali — tanto da non poter essere considerata contro natura — come meccanismo omeostatico per limitare la crescita demografica in relazione alla disponibilità delle risorse territoriali. In particolare, l’omosessualità umana, per la presenza della componente erotica, svolge soprattutto funzione di rinforzo affettivo-socializzante oltre ad essere inquadrabile nell’ambito di quelle “attività erotiche” non connesse alla riproduzione — ma necessarie a mantenere l’incremento biofisiologico sia degli ormoni neuro–ipofisari e dei neuro-mediatori sinaptici, sia dei neuro-modulatori enefalinici ed endorfinici — definite dall’Autore metafisiologiche.
pagine: 124
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-3895-6
data pubblicazione: Febbraio 2011
editore: Aracne
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