Epistemologia greca del VI e V secolo a.C.
Eraclito e gli Eleati
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SINTESI
Eraclito e Parmenide si sono posti il problema della dimostrabilità del vero, giungendo, con differenti argomentazioni, alle medesime conclusioni: tutto è uno, e oggetti ed enti sono soltanto distinzioni operate dall’uomo e riflettono punti di vista umani. Solo Dio conosce veramente, sostiene Eraclito; anche l’uomo più sapiente nutre soltanto opinioni. Per Parmenide la conoscenza assoluta dell’essere coincide con l’essere stesso, ma l’essere non tollera alcuna articolazione: tutte le cose che i mortali pongono non sono che nomi e non hanno garanzia di verità. Sia Eraclito sia Parmenide non ritengono, però, che le opinioni degli uomini siano prive di valore. Entrambi dedicano infatti ampio spazio alle proprie ipotesi scientifiche sui corpi celesti, sul mondo, sulla vita, sull’anima. Zenone, con i suoi apparenti paradossi, mostra il tipo di argomenti che dovevano essere discussi nella cerchia di Parmenide per esemplificare il punto di vista del maestro. La banalizzazione compiuta da Melisso ha finito per essere considerata la forma canonica dell’eleatismo: una riduzione all’assurdo, completamente divorziata dalla realtà.
pagine: 428
formato: 15 x 22
ISBN: 978-88-548-3893-2
data pubblicazione: Febbraio 2011
editore: Aracne
collana: dialegesthai | 12
SINTESI
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