Cos’è la verità?
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SINTESI
«Se lancio in aria un sasso, questo, prima o poi, cadrà a terra». Questo è vero per una causa fisica. «A è uguale ad A». Ovvio, è un principio della logica. «In un triangolo equilatero anche gli angoli sono uguali». Anche questo è vero, ma non per una causa fisica e neppure per un principio della logica. Possiamo infatti rigirare quanto vogliamo i concetti di triangolo e di lato, ma dall’uguaglianza dei lati non riusciremo mai a dedurre, in base ai principi della logica, anche l’uguaglianza degli angoli. Lo stesso vale per l’affermazione: «Ogni azione di un uomo ha un motivo». Ma allora, in base a quale criterio possiamo dire di qualcosa: è vero (oppure non è vero)? esiste la verità? e se esiste, quale è il suo fondamento? perché un nesso causale o un principio logico esprimono qualcosa di “ovviamente” vero? perché il mondo è comprensibile? perché è possibile conoscere le sue leggi? perché la realtà può essere talvolta descritta tramite astratti modelli matematici? perché alcune leggi fisiche sono addirittura prevedibili a tavolino? A queste domande risponde Schopenhauer in queste pagine tratte dal suo saggio La quadruplice radice del principio di ragione sufficiente. Dato che la risposta di Schopenhauer dà per scontata la concezione del mondo come rappresentazione, che è il nucleo dell’idealismo di Kant, il comune lettore si può giustamente chiedere: questo presupposto è plausibile? A questo proposito nell’appendice di questo saggio si confronta l’idealismo di Kant con il comune realismo, per verificare quale di queste due opposte concezioni del mondo sia la più plausibile alla luce dei risultati della fisica moderna.
pagine: 104
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-3848-2
data pubblicazione: Marzo 2011
editore: Aracne
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