Giuseppe Dossetti e i rapporti tra lo Stato e la Chiesa nella Costituzione
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SINTESI
La figura di Giuseppe Dossetti sfugge da sempre a facili classificazioni per la complessità e la singolare profondità del suo contributo alla vita del nostro paese. Canonista, membro influente della Costituente, vice segretario della DC durante i primi governi di Alcide De Gasperi, di cui fu principale oppositore interno, abbandonata la politica e divenuto sacerdote, partecipò come perito al Concilio Vaticano II. Negli ultimi anni della sua vita si oppose pubblicamente alla riforma costituzionale prospettata dal governo di Centro-Destra. Pur nel carattere talora problematico della sua opera, egli contribuì come pochi altri a inserire l’impegno politico dei cattolici all’interno delle strutture dello Stato democratico. Il contributo che da subito lo impose per la sua autorevolezza e lo consacrò come leader politico e geniale giurista, oltre che come testimone di una fede vissuta con impegno e coerenza, fu l’ampio discorso che egli tenne in Assemblea Costituente il 21 marzo 1947 sulla norma concernente i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, l’attuale art. 7 della Costituzione, nel quale veniva delineata un’impostazione nuova e originale della delicata questione nel nuovo ordinamento repubblicano.
pagine: 168
formato: 12 x 17
ISBN: 978-88-548-3780-5
data pubblicazione: Gennaio 2011
editore: Aracne
collana: Florilegium | 4
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