Transcalarità e adattabilità nel Landscape Urbanism
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SINTESI
Nel variegato panorama di contesti disciplinari nel quale il Landscape Urbanism ha sviluppato la propria identità multiforme, esiste chi, come Ciro Najle, ne ha fatto emergere i principi metodologici validi per elaborare una teoria architettonica per progetti di sistemi complessi, a prescindere dal proprio registro scalare. Tale teoria, come si tenta qui di dimostrare, ha radici lontane e trova in Koolhaas uno dei padri fondatori. Ma è la generazione di architetti formatisi negli anni ’90 che ne determina i connotati più autentici, ristabilendo quella continuità tra forma e strategia, tra forma e tecnica, tra forma e produzione che fin dai tempi del Bauhaus ha definito un approccio pedagogico e sociale all’architettura, e ha delineato un “comportamento disciplinante” dell’architetto chiamato a introdurre lo statuto figurativo e formale nel disegno e nell’attuazione di infrastrutture per il territorio. I progetti che mostreremo – alcuni appartenenti al repertorio di ricerche svolte in ambito accademico da chi scrive - raccontano una sintesi tra architettura e paesaggio che travalicando la tradizionale suddivisione disciplinare in ambiti scalari e tipologici, trovano la propria coerenza non solo nelle premesse scientifiche e ideologiche attribuite a tale metodo ma anche nell’adozione di strumenti operativi e nello sviluppo di tecniche formali – come diagrammi e mapping generativi - che rendono la complessità contemporaneamente il dispositivo e l’oggetto della ricerca.
pagine: 228
formato: 17,2 x 24
ISBN: 978-88-548-3520-7
data pubblicazione: Marzo 2011
editore: Aracne
collana: Quaderni del dottorato | 3
SINTESI
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