La vittimologia e la vittima “culturale”
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SINTESI
La pratica delle mutilazioni genitali femminili, oggetto di un intenso dibattito internazionale e di un esteso movimento socio–politico teso a una profonda e radicale implementazione del suo divieto, è osservata dalla prospettiva della vittimologia “culturale”. Secondo l’interessante e originale approccio l’uomo è plasmato dalla cultura stessa che può “imporre” o comunque legittimare o far tollerare modelli di comportamento che violano i diritti dell’essere umano, anche a genitori nei confronti dei propri figli. In questa cornice teorica e analitica, dopo l’approfondimento delle possibili coordinate culturali e religiose del fenomeno, sono collocate le mutilazioni genitali femminili, le cui vittime divengono un esempio paradigmatico della vittimizzazione “culturalmente legittimata”. La sofferenza e il dolore vengono percepite come pro-sociali dai perpetratori, resi così ciechi da una “benda” culturale. L’autrice discute anche alcuni profili problematici della recente legge 7/2006.Gianna Prosperi è dottore di ricerca in Criminologia, devianza e mutamento sociale presso l’Università degli Studi di Bari. Collabora da diversi anni agli studi, alle ricerche e all’attività didattica delle cattedre di Criminologia, Sociologia generale, Sociologia della devianza, Istituzioni devianza e mutamento sociale dell’Università degli Studi di Bari. In ambito internazionale è stata recentemente docente nel corso in Victimology, Victim Assistance and Criminal Justice, presso l’InterUniversity Centre di Dubrovnik (Croazia). È autrice di svariati saggi in ambito criminologico e vittimologico fra cui citiamo: Avvertenze su come curare gli Orchi (2003); Computer Crime, Virtualità e Cybervittimologia (2006).
pagine: 252
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-3067-7
data pubblicazione: Febbraio 2010
editore: Aracne
collana: Criminologia e vittimologia | 2
SINTESI
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