Lexia. Rivista di semiotica
Attanti, attori, agenti. Senso dell’azione e azione del senso. Dalle teorie ai territori
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SINTESI
Che cosa sono io quando agisco, se in realtà la mia azione è possibile solo nel mio fondermi in enti sociali dove le individualità dei corpi sembrano scomparire, sia perché diluite nella massa, sia perché distillate nell’organigramma? E che cosa sono io quando agisco, se la mia azione è possibile solo nel mio compierla attraverso esseri inanimati il cui funzionamento esatto, se esiste, perlopiù mi sfugge? Posseggo forse ancora un’agentività, se la delego da un lato a entità sociali che trascendono i corpi individuali, o a entità tecniche che prescindono da essi? Non solo il filosofo, ma anche il giurista, il sociologo, l’economista, l’informatico si chiedono, da molti punti di vista diversi, che cosa voglia dire conferire una capacità di agire a qualcuno o a qualcosa.
Lexia affronta questo interrogativo considerando sia la questione del linguaggio dell’agentività, sia quello dell’agentività del linguaggio. Da un lato l’analisi semio–linguistica mette in luce come quella dell’agentività sia una questione fondamentalmente narrativa: attribuire agentività a qualcosa o a qualcuno consiste nel formulare un racconto dell’azione con certi protagonisti piuttosto che con certi altri. Dall’altro lato, tuttavia, lo stesso racconto dell’agentività, per poter agire, deve essere investito di agentività narrativo–linguistica, donde l’esigenza paradossale di sviluppare un meta–linguaggio capace di spiegare l’agentività del linguaggio e al tempo stesso la sua capacità di attribuire agentività.
pagine: 464
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2790-5
data pubblicazione: Dicembre 2009
editore: Aracne
rivista: Lexia | 3-4
SINTESI
INDICE
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