Pensare la precarietà
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SINTESI
L’epoca contemporanea è caratterizzata da una generale dissolvenza di ciò che si riteneva stabile, verso una condizione in cui tutto è vissuto come precario. Non solo nel mondo del lavoro (dove ormai il termine risuona sempre più spesso), ma in qualsiasi ambito della vita (l’amore, il denaro, la salute, e così via) la precarietà sembra essere il volto inquietante che minaccia l’uomo e le sue certezze. Di fronte a questo scenario, è possibile affidarsi ad un’idea di filosofia in grado di rischiarare il nostro tempo, essendo capace di svelare quei significati essenziali — dimenticati dal linguaggio quotidiano — che entrano in gioco nel concetto di precarietà. Il libro mostra come il compito del filosofo, nel tempo della crisi dell’Occidente, non sia quello di fornire soluzioni utili, destinate cioè a trasformare il mondo e sistemare le cose; bensì sia quello di leggere l’intima verità di ciò che sembra minacciare l’esistenza, in vista di una liberazione dalla paura della morte.Marco Simionato (1983) ha conseguito il titolo di dottore magistrale in Filosofia Teoretica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi interessi di studio riguardano i principali temi dell’ontologia, con particolare riferimento al pensiero di M. Heidegger e di E. Severino. Attualmente è impegnato nella scrittura di un saggio sull’aporia del nulla (Nulla e negazione. L’aporia del nulla dopo Emanuele Severino).
pagine: 84
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2758-5
data pubblicazione: Novembre 2009
editore: Aracne
SINTESI
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