La crisi d'impresa e i piani di ristrutturazione
Profili economico-aziendali
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SINTESI
Nel corso degli ultimi venti anni si è osservato come i tradizionali modelli di gestione delle crisi aziendali disciplinati dalla Legge Fallimentare non conseguissero più quei risultati che il Legislatore del ’42 si era prefissato, con riferimento sia alle sorti dell’impresa, sia al realizzo dell’attivo (in termini di “quantum”, oltre che di tempi e costi) e al conseguente soddisfacimento dei creditori aziendali. In tale prospettiva, è maturata da parte della dottrina e del legislatore la convinzione di individuare, in alternativa al Fallimento, delle soluzioni alla crisi d’impresa maggiormente efficaci ed efficienti, con lo scopo da un lato di tutelare il ceto creditorio, dall’altro di risollevare l’impresa stessa rilanciandola economicamente e finanziariamente, ove possibile. I Piani attestati di risanamento (ex art. 67, comma 3, lett. d L.F.) e gli Accordi di ristrutturazione dei debiti (ex art. 182 bis L.F.) introdotti a seguito della riforma della Legge Fallimentare sono due fattispecie negoziali di soluzione della crisi aziendale i cui effetti vanno dalla mera esenzione dalla revocatoria fallimentare, all’omologazione giudiziale di un patto vincolante anche per i creditori dissenzienti. Al fine di analizzare da un punto di vista operativo l’efficacia di tali soluzioni, è stato rappresentato un caso pratico di applicazione di tali accordi negoziali, indicandone le modalità di esecuzione e gli eventuali benefici di cui l’impresa dovrebbe avvantaggiarsi.
pagine: 216
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2665-6
data pubblicazione: Settembre 2009
editore: Aracne
collana: Dipartimento Impresa, Ambiente & Management | 8
SINTESI
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