La Gelassenheit in Martin Heidegger
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SINTESI
Il cammino del pensiero di Martin Heidegger fu pressoché univoco, non solo rispetto a Essere e tempo, ma anche di fronte ai luoghi comuni sulla Kehre degli anni Trenta. Questo giudizio si basa sulla lettura dei primi corsi universitari di Friburgo del 1919–1923 e il corso del 1929–1930 in cui si scoprono la Leergelassenheit e la Weile. La noia profonda e l'angoscia mostrano già all'uomo la presenza del mondo e la possibilità di farne parte attraverso un distanziamento da esso consentendone la visione, mentre la gioia, da questa sospensione, restituisce all'uomo questa totalità. La Gelassenheit, l'abbandono dell'uomo all'esistenza, ma anche il rilascio dell'esistenza a se stessa, è poi messa in relazione alla dottrina di S. Paolo, agli gnostici Valentino e Basilide, a Filone l'Ebreo e Kierkegaard. Un prestito dal pensiero religioso cristiano a una filosofia che spesso si dichiara atea molte volte sottaciuto.Angelo Catricalà è laureato in Filosofia e Accademia di Belle Arti. Ha pubblicato nel sito Babèlonline dell'Università “Roma Tre” i saggi Essenza dell'essere e svelamento della presenza. L'origine dell'opera d'arte (2001) e L'abbandono davanti al vuoto in Martin Heidegger (2006).
pagine: 136
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2637-3
data pubblicazione: Luglio 2009
editore: Aracne
SINTESI
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