Un’interpretazione metafisica della teoria einsteiniana della relatività
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SINTESI
La scoperta della cosiddetta energia oscura, dai cosmologi ribattezzata quintessenza, costituisce uno degli aspetti più affascinanti della teoria generale della relatività. L’esistenza di tale energia è legata alla presenza di una costante cosmologica ? nelle equazioni tensoriali di Einstein, le cui soluzioni nel vuoto possono essere interpretate da un punto di vista metafisico nel nuovo concetto di soluzioni immateriali, definendo i corrispondenti campi energetici come sostanze immateriali. La prima parte del presente saggio prende in esame su un piano squisitamente scientifico l’ipotesi che questa energia non associata a materia possa propagarsi nello spazio–tempo a velocità arbitrariamente grandi, utilizzando come mezzo di propagazione onde a–temporali. In conseguenza di ciò, la creazione, l’espansione ed il comportamento asintotico del nostro universo possono essere associati a valori di ? corrispondenti a destini diversi per la vita degli organismi superiori. La seconda parte del saggio si pone l’obiettivo di interpretare l’intuizione poetico–musicale dell’ambito della quadridimensionalità. La musica, in quanto simbolo dei misteri dell’Universo sin dalla più arcaica antichità e allo stesso tempo definibile come organizzazione del tempo e del suono, appare tra le Arti quale relazione più profonda tra conscio ed inconscio. Da un’analisi fondata sulle regole della composizione, applicata secondo un metodo meta–induttivo, possono essere ritrovati principi ontologici ed elementi costanti nella creatività che ricompaiono, in se stessi irripetibili, nelle opere geniali ed in un presente a–temporale di tipo (4–d), per quanto espresse nei modi e nelle forme della transeunte esperienza storica (3–d). Alla luce dei Gedankenexperimente di Einstein, la confluenza con determinanti raggiungimenti scientifici mira a riconoscere in quest’arte e nelle sue polivalenze il medium privilegiato tra piani pluridimensionali. La captatio dell’energia immateriale ? appare quindi prerogativa del genio inteso come mens dalle superiori attitudini intellettive e cognitive.Claudia Colombati, laureata in Filosofia, musicista, ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze umane a Varsavia presso l’Accademia delle Scienze ed è attualmente professore di ruolo di Estetica e filosofia della musica all’Università di Roma “Tor Vergata”. Dal 1988 è docente di dottorato all’Università Autonoma di Madrid e collabora inoltre con l’Università di Paris–Sorbonne IV. Ha partecipato a numerosi congressi di rilevanza internazionale ed ha al suo attivo varie esperienze professionali nell’ambito musico–teatrale. è autrice del libro Musica e Libertà e di ottanta saggi dedicati al Sette–Ottocento, all’estetica chopiniana e all’indagine filosofico–musicale.Stefano Fanelli è professore di ruolo di ottimizzazione presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Roma “Tor Vergata” ed è autore di oltre sessanta pubblicazioni su riviste ed atti di convegni scientifici di rilevanza internazionale nel settore numerico–informatico. Ha collaborato con il matematico Paolo Zellini e partecipa attivamente alle iniziative interdisciplinari del corso di Laurea in Scienza e tecnologia dei media.
pagine: 300
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2547-5
data pubblicazione: Maggio 2009
editore: Aracne
SINTESI
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