Leonardo Sciascia: un classico del giallo italiano?
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SINTESI
Nel secondo dopoguerra la letteratura poliziesca si crea i suoi nuovi classici, i quali perseguono lo scopo di esprimere tramite le convenzioni giallistiche il disorientamento dell’uomo di perduta coscienza del male e del bene. Questa corrente coincide nel giallo italiano con la tendenza di rendere il romanzo poliziesco possibilmente realistico, più vicino alla realtà quotidiana del suo lettore e più conforme ai suoi modi di pensare. Il giallo è diventato così il portavoce dei grandi temi sociali e se ne sono serviti anche gli autori della letteratura alta. L’esponente più esemplare è senza dubbio Leonardo Sciascia che con il giallo ha esordito e ha concluso la sua carriera di romanziere. La comparazione dei gialli sciasciani con le rispettive opere dei suoi predecessori permette di avanzare la tesi che le innovazioni introdotte nel genere poliziesco dall’autore siciliano si iscrivono perfettamente nella tradizione narrativa del giallo italiano. È una tesi che si contrappone alle tesi correnti in quanto non considera il genere del giallo soltanto come “la cornice esteriore” utilizzata da Sciascia per creare una letteratura di impegno civile, ma ritiene che il realismo sciasciano non sia meno giallistico di quello presente, per esempio, nei mysteries di Agatha Christie.
pagine: 120
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2512-3
data pubblicazione: Maggio 2009
editore: Aracne
SINTESI
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