Passaggi di terre e identità
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SINTESI
Ci sono tanti modi per riscoprire l’America. Nel suo saggio Evelyne van Heck ha scelto la strada più diretta, ma insidiosa: andare alla caccia di quei latino-americani dell’Uruguay che a loro volta hanno scoperto l’Italia per ragioni familiari, di studio o di lavoro. Cinquecento anni dopo, hanno scelto di fare il viaggio di Cristoforo Colombo, ma al contrario, dal Nuovo Mondo alla Vecchia Europa per cercare un altro futuro. Ma l’insidia è nelle cose. Chi indaga sugli uruguaiani d’Italia, finisce a sua volta nell’incantesimo del divino miscuglio. Il miscuglio fra l’Atlantico e il Mediterraneo, fra Roma e Montevideo, fra il calcio e il tango, fra Dante e Artigas. Storia, letteratura, cultura, visione della vita: tutto unisce l’Uruguay, Paese giovane, all’Italia antica. E allora non è facile, ma è bello scoprire quest’America dimenticata eppur così vicina, quest’America che non per caso si chiama “latina”. E della quale l’Uruguay è il suo piccolo, grande baluardo, e gli uruguaiani d’Italia i loro interpreti forse più universali. (Federico Guiglia, giornalista e scrittore)Evelyne van Heck (Roma, 1982) si specializza in Antropologia Culturale presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 2008. Attualmente si occupa di migrazioni internazionali, antropologia religiosa e studi etnici presso l’istituto di formazione e di ricerca International School for Humanities and Social Sciences, Università di Amsterdam, Olanda.
pagine: 476
formato: 17 x 24
ISBN: 978-88-548-2475-1
data pubblicazione: Aprile 2009
editore: Aracne
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