E ci avrei messo le stelle blu
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SINTESI
Venezia, Parigi, Venegazzù. L’Africa e l’Oriente. Un ritratto, una maschera, una collana di perle brune. Una grande festa africana: per sedurre il lettore. Ma è la Villa la vera primadonna di un romanzo molto femminile, la Villa che si anima di una vita propria, osserva gli astanti e fa da cornice ad amori e tradimenti, ricordi e parole sussurrate, segreti e “belle conversazioni”, dal sapore settecentesco. Bianca come la contessa Lia, illuminata come un altro cielo, magnifica e immobile nel tempo, appartiene ai conti Gasparini, che vi passano la lunga estate tra luce e ombra ai piedi del Montello. Il romanzo, in tre episodi, è ambientato negli anni Trenta del Novecento, ma è pronto a dilatarsi, e ad includere il ricordo, il sogno e l’effimero. L’Io narrante è un’adolescente, che si muove con grazia in un ambiente aristocratico, dipingendolo come se di fronte avesse una tela, componendolo come uno spartito. In un gioco di doppi, i personaggi si specchiano l’uno nell’altro, e i tempi e gli spazi. Anche l’arte e la vita si guardano, scambiandosi i ruoli, davanti ad un bicchiere di vino bianco frizzante. Una bella storia, all’incrocio di mondi diversi, che vengono attirati dalla parola fino al cuore delle colline venete e della loro nobiltà. Un romanzo prezioso, sorretto da una lingua poetica ed essenziale, aperta alla musica e al colore, che segna l’esordio come scrittrice di Elisa Girardini, ne esprime la sensibilità e la raffinata cultura. E il romanzo ha il fascino di una fiaba.
pagine: 164
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-548-2439-3
data pubblicazione: Aprile 2009
editore: Aracne
collana: Fuoricollana
SINTESI
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